Il Catanzaro si presenterà domani con poco o nulla da decidere, con un quadro per il grosso già definito dall'esterno e con ridottissimi margini di manovra per tentare in extremis di ribaltare la partita e scrivere alla storia un altro finale. Due tasselli di tre sono stati già levati dal puzzle ed al tavolo si siederanno solo per il formale commiato, il restante non si è mosso da dove lo si era lasciato sette giorni fa e vista la situazione di generale empasse sugli altri fronti lì potrebbe rimanere per qualche ora ancora, in stand-by, prima del 'si' o del 'no' definitivo. Alberto Aquilani è il primo verdetto piovuto tra capo e collo in via Gioacchino da Fiore: il tecnico con cui si è sfiorata la serie A nell'epica finale di Monza, che tanto bene è riuscito a fare nell'ultima stagione non solo in termini di risultati e con il quale la piazza aveva intrecciato un feeling profondo e speciale, ha infatti preso la propria decisione; nei giorni scorsi ha incontrato i vertici di Torino e Sassuolo, con questi ultimi ha trovato un'intesa totale, e ripartirà dunque dalla serie A con un contratto biennale con opzione. Impossibile trattenerlo per il presidente Noto che pure una strategia l'aveva studiata per evitare lo scenario – prolungamento, adeguamento e promessa di rafforzamento importante dei ranghi per il campionato a venire – ma che per la terza volta in quattro anni di cadetteria sarà costretto a riaprire i casting per la panchina. Qualche profilo sotto gli occhiali c'è passato – superfluo anche sottolinearlo – nei giorni di riflessione dopo il rompete le righe di Giovino, qualche altro è stato suggerito all'orecchio quando l'ipotesi dell'addio del romano ha iniziato a prendere corpo e si tratterà di fare una cernita ora, di capire per poi indirizzare a dovere le attenzioni nel solco di una continuità tecnica. Non dovesse chiudere con il Torino – come pare vista l'intenzione di Cairo di allargare la ricerca – Ignazio Abate rappresenterebbe in questo senso l'obiettivo più logico su cui virare; più del meno esperto Galloppa probabilmente o di quel Possanzini in passato vice di 'un certo' De Zerbi. La seconda e non meno marginale separazione consensuale si consumerà nel background per le aquile che a due anni dall'investitura – con di mezzo un lavoro poderoso portato avanti, tanti obiettivi raggiunti su più fronti ed una credibilità di brand conquistata nei palazzi – saluteranno anche il diggì Paolo Morganti in procinto di trasferirsi alla Fiorentina. Del suo passaggio ai viola – in qualche modo sponsorizzato dall''amico' Paratici – tanto si era vociferato nelle settimane passate; anche in questo caso pronta la controproposta giallorossa – quadriennale – legittimamente reputata però dal dirigente non così allettante quanto invece il diveto.
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Catanzaro: Aquilani e Morganti lasciano il club - La fine di un'era
Il Catanzaro si prepara a dire addio a due dei suoi uomini chiave: Alberto Aquilani e Paolo Morganti. La fine di un'era per il club giallorosso.
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