Il calcio apre una storia che va oltre il calcio e va raccontata giusta. Va raccontata come si deve, e quella di Costantino Favasuli, 22 anni, laterale destro del Catanzaro, la merita non solo perché è il primo calciatore del Catanzaro ad avere vestito l'altra sera la maglia azzurra della nostra tanto criticata Nazionale maggiore di calcio, ma perché è anche il primo dei calabresi a seguire oggi le orme che furono, ad esempio, in gloriosi tempi passati dei vari Gattuso, Berardi, Perrotta ecc. Ma – e qui il calcio non c'entra molto anche se c'entra – Favasuli è cresciuto (solo anagraficamente infatti è registrato come nato a Reggio Calabria) ad Africo, cuore antico e doloroso della Calabria. Paese simbolo per tanti aspetti. Africo è il paese che 75 anni fa venne spazzato via da una tremenda alluvione, con 70 morti. Piovve per almeno sei giorni tra il 14 e il 19 ottobre di quel 1951. Sulla Calabria jonica cadde più acqua in quei giorni che in un intero anno. Africo e la sua frazione Casalnuovo non ci furono più. La pioggia devastò Natile, Careri, San Luca, Samo, Nardodipace ma per gli africoti fu l'inizio di un'altra tragedia. Gli abitanti furono sfollati nelle scuole di Bova, Melito, Reggio, Gambarie. Rileggo oggi le pagine e le testimonianze di allora e degli anni che seguirono, le peregrinazioni, lo slabbramento di una comunità intera. Alcune famiglie rimasero sulla montagna, in contrada Carrà furono costruiti una ventina di alloggi che oggi sono praticamente abbandonati e distrutti. Li ho riviste quelle case e in una ci ho anche dormito una notte negli appuntamenti che ogni anno – anche quest'anno ad agosto – organizza Gioacchino Criaco per parlare di Africo e dell'Aspr
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Catanzaro: Favasuli debutta in Nazionale - Un nuovo traguardo per il talento calabrese
Il talento del Catanzaro, Costantino Favasuli, esordisce in Nazionale: un nuovo traguardo per la comunità e la Calabria intera.
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